Signori, “è l’ora di chiudere”: la Fed prepara l’uscita dal QE

Negli ultimi 5 anni la Federal Reserve ha servito al mercato un bel cocktail di liquidità: tassi bassi, quantitative easing e un contesto normativo favorevole. L’obiettivo era tenere alto il morale ed evitare che la recessione degenerasse in depressione. La banca centrale americana ha trovato parecchi imitatori in giro per il mondo e finora le varie politiche hanno funzionato più o meno bene: la depressione economica non c’è stata.

Negli Stati Uniti tassi di interesse modesti e deficit spending hanno sortito i loro effetti. I due grafici seguenti mostrano l’andamento dei tassi USA a lungo termine (che pacchia!) e del mercato del lavoro; le note indicano quanto tempo ha aspettato la Fed ad alzare i tassi dopo il picco di disoccupazione. Questa volta, il barman è stato davvero generoso: il bicchiere era pieno come non mai e la festa è durata molto più che in passato. Tornare alla normalità non sarà affatto facile.

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Ben Bernanke sa bene di dover affrontare il problema, ora che la depressione appare decisamente improbabile dalle sue parti. Il sistema finanziario funziona, il mercato immobiliare è ormai in rialzo e la disoccupazione in costante calo. Il mercato dei future sconta attualmente il primo inasprimento dei tassi a inizio 2016, ma la crescita potrebbe rivelarsi più robusta del previsto dato il rimbalzo dell’edilizia residenziale; quindi, anche la disoccupazione potrebbe scendere più rapidamente di quanto si pensi (sul potere del cosiddetto housing effect vi rimandiamo al blog di Jim). C’è quindi un rischio concreto che la Fed debba muoversi prima di quanto si aspetti il mercato. Il terzo grafico mostra che secondo Unicredit, dato l’aumento medio dei posti di lavoro negli ultimi 6 mesi, la soglia di disoccupazione si potrebbe raggiungere già a metà 2014, e forse anche prima se l’edilizia abitativa continuerà a rafforzarsi.

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Alla luce della volatilità di mercato provocata nelle ultime due settimane dall’ipotesi di un ridimensionamento del QE, Bernanke deve decidere come congedare i clienti senza danni.

Certo non vorrà farli arrabbiare – sappiamo bene quanto sia molesto un gruppo di ubriachi gettati in mezzo alla strada. Meglio accompagnarli gentilmente all’uscita.

Proprio quello che sta cercando di fare la Fed con le sue dichiarazioni. L’autorità monetaria sa che l’economia è in grado di camminare sulle proprie gambe e che è ora di ritirare parte degli stimoli finanziari. In poche parole, la Fed sta dicendo: “grazie per essere venuti, finite pure il vostro drink ma poi andate a casa”. E da bravo barman, saluta gli ospiti alticci con una pacca sulla spalla e un arrivederci a presto, in modo che se ne vadano felici e contenti.

“Signori, è l’ora di chiudere”.

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