Sta per partire una corsa alle acquisizioni nel settore delle telecomunicazioni USA?

La settimana scorsa, la Commissione federale per le comunicazioni statunitense (FCC) ha annunciato il risultato dell’ultima asta per la banda di 600 Mhz da 20 miliardi di dollari, nell’ambito della quale le aziende si sono contese le frequenze per la fornitura dei servizi wireless ai clienti. Le offerte più alte sono arrivate dall’operatore di telefonia wireless T-Mobile USA, che ha speso 8 miliardi di dollari, e dalla rete TV via satellite DISH Network, che ne ha spesi 6,2. Per quanto in sé non particolarmente degna di nota, l’asta è stata vista dai protagonisti e dagli osservatori del settore media e telecomunicazioni come il potenziale fattore catalizzante di un consolidamento su vasta scala. Se davvero sta per scatenarsi una corsa alle acquisizioni in quest’area, le implicazioni per gli investitori obbligazionari potrebbero essere rilevanti.

Nel settore delle comunicazioni via cavo, il consolidamento è motivato principalmente dal tentativo di ottenere sinergie sui costi, ma la potenziale ondata di fusioni non partirebbe solo da questo. Molte società vedono l’importanza strategica di offrire una gamma completa di servizi e contenuti, in modo da attrarre una quota della spesa dei clienti più ampia possibile attraverso la formula degli abbonamenti o dei servizi on demand. L’obiettivo sono i pacchetti triple play, ossia servizi integrati di voce, internet e tv forniti da un singolo provider. Gli operatori del settore riconoscono poi il vantaggio strategico di aggiungere anche i servizi di telefonia e connettività mobile, nella cosiddetta offerta quad play. Di conseguenza, nel settore cavo potremmo vedere non solo un ulteriore consolidamento, ma anche il tentativo degli operatori cavo di acquisire quelli di servizi wireless, e viceversa.

Le società di telecomunicazioni e cavo stanno esplorando anche l’ipotesi di disporre di contenuti media propri da trasmettere attraverso i canali di distribuzione instaurati con i clienti. La proposta di acquisizione lanciata da AT&T su Time Warner Inc. (e i relativi creatori di contenuti come HBO, Warner Brothers Studios, ecc.) è l’esempio più recente di questa integrazione verticale. Lo scopo ultimo è offrire ai clienti una gamma completa di servizi di comunicazione e contenuti in un’unica soluzione interessante ed efficiente dal punto di vista dei costi (almeno per l’azienda).

Queste sono solo alcune delle possibili strategie attualmente contemplate nell’universo TMT (telecomunicazioni, media e tecnologia). Gli analisti di M&G dedicati a questo settore hanno redatto il diagramma che segue per mettere in evidenza l’immensa gamma di combinazioni ipotizzabili. Ovviamente è una rappresentazione puramente ipotetica, almeno per adesso, ma riflette le dimensioni e la complessità degli scenari possibili nei vari sottosettori del comparto in senso ampio.

Dal punto di vista degli investitori obbligazionari, un’eventuale ondata di fusioni avrebbe ricadute notevoli, ma anche molto sfumate. Con valori di impresa nell’ordine di decine, se non centinaia, di miliardi di dollari, molti di questi asset passeranno di mano a prezzi considerevoli. Ogni potenziale acquisizione probabilmente si effettuerà con un ampio ricorso al debito, e questo implica una nuova offerta di obbligazioni su un mercato che già possiede molti titoli delle stesse società: le obbligazioni di aziende di telecomunicazioni, cavo e media rappresentano il 19% dell’indice Bank of America U.S. High Yield, che include cinque degli undici emittenti maggiori, e lo stesso settore costituisce l’8% dell’indice U.S. Investment Grade.  Ogni emissione in più da parte di questi soggetti è destinata a fare pressione sui prezzi dei titoli in essere.

Ad esempio, l’unione considerata più probabile è quella fra gli operatori wireless n. 3 e 4 negli Stati Uniti: T-Mobile e Sprint. Senza entrare nel merito o nella probabilità di una fusione, una transazione di questo tipo potrebbe avere un impatto notevole sul mercato high yield statunitense. Sprint e T-Mobile sono gli emittenti n. 1 e 11 dell’indice, con obbligazioni in essere per un valore pari a 25 e 12 miliardi di dollari rispettivamente. Considerando il loro peso sull’indice, la grande maggioranza degli investitori high yield probabilmente detiene titoli dell’una o dell’altra, se non di entrambe. Sprint e T-Mobile hanno un valore di impresa (EV) di 65 e 78 miliardi di dollari rispettivamente, pertanto è ragionevole aspettarsi un’emissione di debito significativa per finanziare una parte di qualsiasi potenziale operazione. Inoltre, è ipotizzabile che una fusione tra le due società venga costruita per preservare il rating più elevato di cui gode T-Mobile (Ba3/BB), a beneficio delle obbligazioni in essere di Sprint, mentre un’operazione più aggressiva, ossia con una componente di debito più ampia, in linea con il rating di Sprint (B3/B), potrebbe mettere sotto pressione i prezzi dei titoli T-Mobile esistenti.

Se poi una società investment grade dovesse acquisirne una di categoria high yield, l’effetto positivo sarebbe evidente per i detentori dei titoli high yield, mentre i possessori di obbligazioni investment grade potrebbero vedere i propri titoli indebolirsi se la società decide di tollerare un certo grado di deterioramento del credito al fine di concludere un’acquisizione strategica. Analogamente, se una società high yield cerca di acquisirne una investment grade, il rischio di ribasso riguarderebbe soprattutto i detentori dei titoli di qualità più elevata.

I settori del cavo e delle telecomunicazioni negli Stati Uniti fremono per consolidare e integrarsi. La recente asta delle frequenze ha di fatto sospeso l’attività in quest’area, in attesa dei risultati resi noti la settimana scorsa. Con l’insediamento dell’amministrazione Trump, le voci di mercato dicono che le autorità di vigilanza adotteranno una posizione molto più morbida sulle operazioni societarie nel settore. Archiviata l’ultima asta in un ambiente considerato favorevole al consolidamento, potremmo trovarci al nastro di partenza di una corsa sfrenata a fusioni e acquisizioni fra società di telecomunicazioni, cavo e media che avrà conseguenze rilevanti per gli investitori obbligazionari.

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