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Credito europeo: divergenza tra i mercati obbligazionari e dei derivati creditizi

C’è, sui mercati, la convinzione generale che il ciclo economico segua gli Stati Uniti, e quindi che non ci possa essere una recessione in un mercato sviluppato senza prima una recessione statunitense.

Sì, l’economia statunitense è la più grande in circolazione, e, dato che secondo il sentiment di mercato generale siamo a fine ciclo, è comprensibile che tutti si concentrino sugli indicatori sta…

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In un mondo che tiene conto del QE, gli indici obbligazionari hanno tutto un altro aspetto

Chi investe in titoli quotati, che siano di capitale o di debito, lo fa principalmente per due motivi: primo, l’esigenza di risparmiare per il futuro e secondo, l’aspettativa che quei risparmi crescano. Per questo gli investitori hanno bisogno di puntare su soluzioni a basso rischio e a crescita elevata. Per spiegare i rischi connessi all’investimento, gli asset sono classificati in base alle r…

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Pubblicato nella categoria Indici

CPI cHe?

Nel Regno Unito, a partire dal mese prossimo la misura ufficiale dei prezzi al consumo sarà l’indice CPIH, ossia l’IPC più i costi abitativi, indicati dalla lettera H (housing). A oggi, la sola differenza fra l’IPC e il CPIH è l’aggiunta in quest’ultimo delle spese abitative, calcolate in base al costo di locazione per un immobile equivalente alla casa di proprietà (“quanto mi costerebbe affitt…

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Un altro anno se ne va – I rendimenti del reddito fisso nel 2012

Quello appena concluso è stato un altro anno intenso per l’economia globale. In Europa abbiamo assistito alle LTRO (Long-term refinancing operation), all’haircut della Grecia, ai declassamenti dei rating sovrani e a tassi di disoccupazione record, mentre i Paesi periferici hanno tentato di adottare misure di austerità, ma con scarso successo. Negli Stati Uniti, dopo la rielezione di Obama l’att…

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Francia: un cocktail tossico di crescita debole, scarsa competitività e inasprimento fiscale.

Dall’inizio del 2011, la crescita economica francese è stata molto deludente, scendendo da un tasso annuo del 2,5% scarso allo 0,3% nel secondo trimestre del 2012. Naturalmente, l’intera eurozona ha vissuto una fase di debolezza, ma la crescita francese è rimasta al di sotto di quella dei Paesi “forti” dell’Unione Europea. Nello stesso periodo il PIL tedesco è aumentato almeno del 2% in ogni tr…

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