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Stati Uniti

I calciatori della Premier League prendono posizione sui cambi valutari, come i rapper e le modelle nel 2007. Fanno bene a evitare la sterlina?

Secondo alcuni rapporti recenti, gli stranieri di punta della Premier League inglese chiedono di essere pagati in euro e non in sterline. Dal giorno in cui è stato reso noto il risultato del referendum britannico di giugno 2016, la sterlina ha perso il 12% contro l’euro, quindi non sorprende che alcuni giocatori vogliano ridiscutere la valuta del loro stipendio. Non è la prima volta che persona…

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Il problema della retribuzione oraria media negli Stati Uniti e perché forse non riflette la situazione reale

L’ultima volta che il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è sceso sotto il 5% con aspettative di inflazione intorno al 2%, il tasso sui fondi federali era superiore al 5% dopo un periodo di rialzi aggressivi. La Fed di Yellen non è intervenuta sui tassi bassi con un mercato del lavoro sempre più ristretto, perché la crescita dei salari è stata inferiore a quella che ci si aspetterebbe in …

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Shekel israeliano: al riparo dai radar USA

Anche se l’ultimo rapporto del Tesoro statunitense non ha additato nessun Paese come manipolatore di valute (maggiori dettagli al riguardo nel post di Mario), l’elenco delle nazioni monitorate include economie di grandi dimensioni con le caratteristiche seguenti:

  1. un surplus commerciale bilaterale con gli Stati Uniti di entità significativa, ossia superiore a 20 miliardi di dollari USA;
  2. un avan…

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Gli Stati Uniti non hanno (ancora) etichettato la Svizzera come manipolatore di valute

La Svizzera ha conquistato le prime pagine dei giornali ultimamente come Paese candidato a vedersi affibbiare dal Tesoro statunitense l’etichetta di manipolatore valutario. Un rapporto pubblicato di recente dal Tesoro USA ha indicato, a beneficio delle nazioni a rischio, i tre criteri utilizzati da tale autorità per valutare l’eventuale “adozione di prassi sleali” da parte di un Paese: il primo…

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Il percorso dei tassi canadesi sempre più divergente

I rendimenti offerti dai titoli sovrani canadesi si sono mossi verso l’alto nei mesi recenti facendo segnare, nel caso delle obbligazioni decennali, i massimi degli ultimi due anni. Questa correzione sembra riflettere il tema della reflazione tanto dibattuto negli Stati Uniti, più che i fondamentali dell’economia canadese.

Attualmente il mercato si aspetta che la Banca del Canada (BoC) manteng…

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Cinque riflessioni sull’inflazione

1. Siamo al punto massimo delle ricadute dei prezzi petroliferi. Tra gennaio e febbraio 2016, i prezzi del petrolio hanno toccato i minimi (34,25 dollari per il Brent il 20 gennaio e 26,21 dollari per il WTI l’11 febbraio), pertanto sia nei dati di inflazione della scorsa settimana che in quelli di febbraio, gli effetti base del prezzo del petrolio risulteranno elevati anno su anno. Questo è un…

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Mutui ipotecari e politica monetaria negli Stati Uniti e in Regno Unito

Il costo dei nuovi prestiti ipotecari e i pagamenti sul debito in essere delle famiglie possono incidere in misura significativa sul tasso di crescita di un’economia: per questo i banchieri centrali sono interessati al meccanismo di trasmissione della politica monetaria. È dimostrato che i tassi d’interesse possono avere un peso notevole su un’economia in cui i mutui a tasso variabile sono prep…

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Viaggio di ricerca: Messico e Trump, un tema cruciale nei mercati emergenti

Le parole del presidente Trump contro il Messico hanno trasformato gli asset messicani in uno dei temi chiave nell’ambito del debito dei Paesi emergenti. Sono appena tornato da un viaggio di ricerca in Messico, dove ho incontrato economisti, analisti ed emittenti di obbligazioni societarie del posto. Di seguito propongo alcune osservazioni ricavate da questa visita.

Donald Trump ha vinto le ele…

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Trump Presidente eletto. 5 previsioni su ciò che sta per accadere nell’economia e nei mercati mondiali

I risultati sono arrivati e parlano chiaro. Per la seconda volta nel 2016, abbiamo assistito a un rifiuto deciso dello status quo politico. Dopo lo shock del risultato referendario in Regno Unito, la vittoria di Trump è un’ulteriore conferma della convinzione diffusa che sia stato raggiunto il picco in termini di globalizzazione e disuguaglianza di reddito. Sono stati gli elettori che si senton…

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La reazione del mercato obbligazionario alla vittoria elettorale di Trump

Mentre Donald Trump pronuncia il discorso della vittoria e si avvia a diventare il 45° presidente americano, vi proponiamo un rapido aggiornamento di quanto stiamo vedendo sui mercati obbligazionari e valutari da quando siete andati a dormire.  Per le obbligazioni, l’impatto finora è stato relativamente modesto; sui mercati azionari invece i movimenti sono stati più evidenti (il Nikkei perde il…

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