Archivio mensile:

novembre 2012

Il fiscal cliff è una bella gatta da pelare, ma in qualche modo la questione sarà risolta. Quindi non perdiamo di vista il netto miglioramento dell’edilizia residenziale USA

Nonostante i gravi rischi che ancora incombono sull’economia statunitense, una ripresa del settore residenziale superiore alle attese, con conseguenti vantaggi per il mercato del lavoro, potrebbe essere la piu’ grande storia del 2013.

Attualmente, il vero danno causato dal fiscal cliff è più che altro psicologico, dal momento che scoraggia sia gli investimenti che le assunzioni da parte delle a…

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Bond Vigilantes day a Milano: E il vincitore della competizione è…

Il giorno 6 Novembre 2012, a Milano, si è svolta la  seconda edizione del Bond Vigilantes day. I gestori obbligazionari di M&G – Jim Leaviss, Richard Woolnough e Stefan Isaacs – hanno presentato le loro ultime idee e pareri sull’attuale situazione macroeconomica ed i mercati obbligazionari corporate. Hanno anche condiviso opinioni contrarie al sentiment generale di mercato sui Paesi emergenti e…

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Il Sudafrica verso il rating ”spazzatura”: una notizia importante per chi investe nel debito emergente!

I preoccupanti sviluppi degli ultimi mesi in Sudafrica hanno attirato l’attenzione di agenzie di rating e mercati (v. primo grafico). Il Sudafrica è uno dei pochissimi Paesi emergenti il cui merito di credito sta peggiorando; ufficialmente, rientra ancora nella categoria investment grade, ma a nostro parere dovrebbe essere declassato a junk bond – e le valutazioni non ne tengono conto. Consider…

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Panoramic: Cambio di regime delle banche centrali: target contenimento o aumento dell’inflazione?

Dopo un decennio di efficace controllo dell’inflazione da parte delle banche centrali, i mercati hanno accolto positivamente il recente ampliamento dei poteri di queste autorità monetarie, i cui mandati prevedono ora interventi a favore della crescita. Ma forse abbiamo riposto eccessiva fiducia nelle loro capacità. Ora che i deficit nazionali sono a livelli record e gli Stati tendono a tollerar…

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Stress nell’eurozona: l’euro è fatto, ora facciamo l’unione monetaria…

Oggi è un giorno di mobilitazione in Europa. O meglio, un giorno di immobilità, visto che mentre i manifestanti sfilano per le strade, interi settori, come quello dei trasporti, sono fermi a causa dello sciopero. Ma perché protestano i lavoratori e, soprattutto, i disoccupati?

Innanzitutto consideriamo i fatti. Il grafico seguente mostra la disoccupazione nell’eurozona suddivisa per Paese. È mo…

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Viaggio in Arizona: l’high yield USA in tempi di fiscal cliff

James è appena rientrato da un viaggio negli Stati Uniti, in Arizona, dove ha partecipato alla conferenza Leveraged Finance di Deutsche Bank: un osservatorio privilegiato sugli umori degli investitori americani alla vigilia delle elezioni presidenziali e del famigerato fiscal cliff. Dopo il suo ultimo viaggio a Chicago, James ha incontrato altri emittenti high yield USA e discusso insieme a lor…

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Disparità di reddito negli USA: la regola di Buffett

Lo scorso anno, in agosto, ho ripreso l’appello lanciato da Warren Buffett dalle colonne del New York Times per un maggior contributo fiscale da parte degli americani più ricchi, alludendo allo scottante tema della tassazione dei redditi e della distribuzione della ricchezza. Da allora il Senato è stato teatro di un intenso botta e risposta fra Democratici e Repubblicani, i primi a favore e i s…

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Un video di Jim da Tokyo – cup noodle, lezioni sul QE dell’era Edo ed effetti del moltiplicatore fiscale

La scorsa settimana Jim era Tokyo per partecipare al vertice annuale del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. Con l’aiuto di una videocamera ha documentato il suo viaggio per Bond Vigilantes. Le riunioni di FMI e Banca Mondiale, e soprattutto gli scambi di opinioni al di fuori della scaletta ufficiale, hanno fornito a Jim spunti interessanti su cui meditare. Ad esempio, alla l…

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Non chiamateci, vi richiameremo.

Abbiamo parlato spesso delle clausole di rimborso sul debito bancario, sostenendo a lungo che investitori ed emittenti dovrebbero valutare i titoli più su basi economiche che emotive (si veda il blog di Jim sul caso Deutsche Bank, la prima a non richiamare anticipatamente un’obbligazione Lower Tier 2, nel 2008). In ogni caso, anche noi siamo rimasti sorpresi quando, la scorsa settimana, Intesa …

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